FUTURO PROSSIMO

• FUTURO PROSSIMO

Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, annuncia, ulteriori rialzi dei tassi di interesse già nel prossimo mese di luglio, aumento successivo ai numerosi aumenti già effettuati in un troppo prossimo passato. La giustificazione fornita, sarebbe l’intento di abbassare l’inflazione ancora troppo alta, per scoraggiare i produttori a non speculare sulla crisi, abbassando la richiesta dei consumi, e per costringerli ad abbassare I prezzi. Già il parlamentare Antonio Tajani, ;Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, fa eco alla maggioranza di governo, considerando il rialzo troppo alti, rischiamo la recessione. Non si fatica a intuire quello che già sotto gli occhi di tutti, ossia il rialzo esagerato, dei mutui delle famiglie, il rialzo dei prezzi, e la riduzione conseguente del potere di acquisto. Si valuta che in effetti, la strategia della Bce, sembra produrre effetti, esattamente contrari a quelli annunciate. Tutto questo ci sembra in effetti assolutamente intuibile. La nostra visione ,suggerirebbe di prevedere, al contrario, l’aumento dei salari, la diminuzione della pressione fiscale su famiglie e imprese, e ultimo, ma non ultimo, l’abbassamento dei tassi di interesse, e non certo il loro aumento. Queste manovre sembrerebbero ovvie , forse troppo, per abbattere l’inflazione, e aumentare il potere di acquisto, la domanda di prodotto e la accelerazione della economia interna del paese col conseguente aumento del PIL. Tutto questo, forse potrebbe abbattere il pericolo di recessione. La consapevolezza del pericolo incombente per famiglie e imprese, sembra aleggiare già tra le fila di alcuni parlamentari, che saranno costretti a dipanare la crisi che si appalesa nella sua tragicità. A peggiorare la situazione, si sono alternati, all’orizzonte, futuri debiti per le generazioni presenti, ma ancor più per le generazioni future, quali il MES e il PNRR. In effetti se oggi questi mezzi di aiuti, possono ingolosire I nostri amministratori, e risolvere alcune criticità finanziarie presenti, emergenziali, tuttavia sono somme che andranno restituite da chi ci subentrerà in futuro. Questa politica miope, dura oramai da troppo tempo. La miopia di agire oggi, senza avere un occhio nel futuro, condannerà I nostri figli ad una sudditanza senza potere contrattuale o decisionale, regalando, di fatto fette di sovranità nazionale , sempre più consistente. Si presume che la adozione di una moneta nazionale interna, prima o poi diventerà una necessità per la sopravvivenza dei paesi strangolati da un debito che diventerà così alto, da ritenersi insanabile. La dipendenza della BCE ci rende schiavi e non solo dal punto di vista economico, in quanto, dietro la “ concessione” di questi aiuti, ci sono dei palette strutturali che intaccano anche la struttura sociale, economica, sovranista, giurisdizionale e la stessa costruzione democratica, raggiunta in anni e anni di storia politica, diritto, di ogni nazione propriamente detta. La direzione sembra essere verso un cul di sacco senza uscite. Aumentare ad libitum I tassi di interesse, schiaccerà la richiesta di prodotti, schiaccerà di fatto le imprese, e diminuirà drasticamente il potere d’acquisto. Tutto questo a nostro avviso non potrà che innescare ribellioni, evasione fiscale, lavoro nero e dissenso propri ingredienti di ogni crisi economica di vasta portata. Il malessere della società si valuta dagli scambi monetari nazionali, ed internazionali, che avvengono tra famiglie e fornitori di beni e servizi, e francamente ci sembra che questa caduta libera sia già iniziata da tempo. L’abbattimento della produzione, ancora, provocherebbe sul fronte della economia estera, inoltre, l’abbattimento della produzione e delle vendite verso l’estero, con la conseguente diminuzione degli introiti di moneta fresca, e di valute straniere, anzi al contrario aumenterebbe il nostro esborso di risorse valutarie verso l’estero, per poter comprare all’estero appunto, tutti quei beni necessari, che non verrebbero più prodotti nel nostro paese, impoverendo il Tesoro valutario complessivo nazionale e gli stessi risparmi degli italiani. Ciliegina sulla torta, le richieste imposte sull’ammodernamento energetico degli appartamenti, delle auto, la conversione energetica complessiva di tutto il paese e ultima, non ultima, la conversione del sistema sanitario nazionale anch’esso imposto, in tempi troppo brevi, anch’essi dalle postille di MES e PNRR. La universalizzazione incontrollata di cambi imposti, contrasta e stride fortemente con le realtà di paesi e territori assolutamente distanti tra loro, quali sono le variegate realtà dei paesi europei, che hanno storie diverse, territori diversi, e realtà che vanno dagli apparati energetici, sanitari, giuridici, politiche socio economiche, diverse tra loro, anche troppo diverse. Una realtà che mira alla unione di paesi diversi, non dovrebbe partire a nostro avviso, solo da una unione monetaria, per deragliare di fatto su una unione giuridica, senza tenere conto di livellare prima, tutte le realtà giuridiche, fiscali, amministrative, che avrebbero dovuto essere prioritarie e propedeutiche ad una posteriore unione economica. Ma come disse il poeta si affida ai posteri l’ardua sentenza, purtroppo non senza vittime sul campo della battaglia economica che penalizzerà prevalentemente il nostro paese.
. DR. SERGIO INCERRANO

DR. SERGIO INCERRANO

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